{"id":4475,"date":"2017-03-08T12:11:47","date_gmt":"2017-03-08T12:11:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.giuliamarinelli.it\/?p=4475"},"modified":"2017-09-13T01:04:38","modified_gmt":"2017-09-13T01:04:38","slug":"guercino-a-piacenza-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/blog\/guercino-a-piacenza-2\/","title":{"rendered":"Guercino \u00e0 Piacenza"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/cupola-piacenza.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" data-attachment-id=\"4457\" data-permalink=\"https:\/\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/cupola-piacenza\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/cupola-piacenza.jpg?fit=1920%2C1080&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1920,1080\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;1.9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;SM-G903F&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1486829928&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;3.7&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;1250&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.059&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"cupola-piacenza\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/cupola-piacenza.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/cupola-piacenza.jpg?fit=1024%2C576&amp;ssl=1\" class=\"size-medium wp-image-4457 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/cupola-piacenza-300x169.jpg?resize=300%2C169\" alt=\"cupola-piacenza\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/cupola-piacenza.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/cupola-piacenza.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/cupola-piacenza.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/cupola-piacenza.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/cupola-piacenza.jpg?resize=1080%2C608&amp;ssl=1 1080w, https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/cupola-piacenza.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Le premier nom de cet extraordinaire peintre est <strong>Giovanni Francesco Barbieri<\/strong> (Cento, 1591-Bologna, 1666), le surnom du Guerchin devait lui \u00eatre donn\u00e9e \u00e0 un \u00e2ge pr\u00e9coce, car il souffrait de strabisme, ce qui peut avoir affect\u00e9 sa vision et son son pictural.<\/p>\n<p>En tant qu\u2019enfant, il a d\u00e9montra une incroyable comp\u00e9tences de dessin, et son p\u00e8re l\u2019envoya \u00e0 Cento chez le peintre Benedetto Gennari, puis \u00e0 Bologne chez Giovan Battista Cremonini. Dans la capitale le jeune Emilian a pu entrer en contact avec les styls les plus modernes de son temps, par exemple avec les Carracci et d\u00e9velopper une vision tr\u00e8s moderne, totalement d\u00e9tach\u00e9 du Man\u00e9risme du seizi\u00e8me si\u00e8cle. Le Barbieri a \u00e9t\u00e9 tellement impressionn\u00e9 par la femme peintre bolonaise Lavinia Fontana, grande artiste, mais surtout par Ludovico Carracci. Les relations entre les deux peintres \u00e9taient tr\u00e8s serr\u00e9es, et le Carracci a fait l\u2019\u00e9loge du jeune homme, qu\u2019il introduisit aussi dans les cercles qui comptait, en disant que c\u2019\u00e9tait \u00abgrand dessineur et parfait coloriste&#8230; et il laisse les meilleurs peintres stupides\u00bb.<\/p>\n<p>Fin da bambino dimostr\u00f2 una straordinaria abilit\u00e0 nel <strong>disegno,<\/strong> e suo padre lo mand\u00f2 a bottega nella nativa Cento da Benedetto Gennari, poi a <strong>Bologna<\/strong> da Giovan Battista <strong>Cremonini.<\/strong> Nella capitale emiliana il giovane ebbe modo di entrare in contatto con le maniere pi\u00f9 moderne del suo tempo, ad esempio con i Carracci, e di sviluppare una visione molto moderna, totalmente distaccata dal Manierismo cinquecentesto. Il Barbieri fu molto colpito dal fare di <strong>Lavinia Fontana<\/strong>, grandissima pittrice bolognese, ma soprattutto di <strong>Ludovico Carracci.<\/strong> I rapporti fra i due pittori furono molto stretti, se \u00e8 vero che il Carracci elogi\u00f2 enormemente il giovane collega, e lo introdusse nei cenacoli che contavano, dicendo che era <strong>\u201cgran disegnatore e felicissimo coloritore\u2026 ei fa rimaner stupidi li primi pittori\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1617 il Guercino torn\u00f2 nella nativa <strong>Cento<\/strong> per aprirvi una propria scuola di pittura, un\u2019accademia del nudo. Era ormai molto affermato ed aveva strette relazioni con i <strong>Bentivoglio,<\/strong> Signori di Cento.<\/p>\n<p>Negli anni successivi viaggi\u00f2 molto, prima a <strong>Venezia,<\/strong> poi a <strong>Roma,<\/strong> entrando cos\u00ec in contatto con le tendenze pi\u00f9 innovative delle scuole pittoriche locali. Si assiste cos\u00ec ad un\u2019evoluzione del suo fare, ad una verticalizzazione delle linee. Uno dei suoi massimi capolavori di questo periodo \u00e8 la <strong>Sepoltura di Santa Petronilla,<\/strong> oggi ai Musei Capitolini, ma eseguito per uno degli altari della Basilica di<strong> San Pietro<\/strong> a Roma. Nel 1623, alla morte di Papa Gregorio XV, suo protettore e mecenate, vengono a mancare i presupposti per proseguire la sua grande decorazione in San Pietro ed il pittore decide di rientrare a <strong>Cento,<\/strong> rifiutando l\u2019invito ad andare in Inghilterra, dove gli erano state offerte condizioni di lavoro molto vantaggiose. Il Barbieri per\u00f2 non voleva lasciare la patria e la famiglia, anche se non si spos\u00f2 mai ebbe sempre dei fortissimi legami con il fratello Paolo Antonio, anch\u2019egli pittore; mand\u00f2 quindi ai committenti londinesi una <strong>Semiramide,<\/strong> ora a Boston, e rientr\u00f2 in patria.<\/p>\n<p>Nel maggio del 1626 \u00e8 chiamato a <strong>Piacenza,<\/strong> a terminare gli affreschi della <strong>Cattedrale,<\/strong> lasciati incompiuti dal Morazzone. In questi lavori ad affresco, in forte scorcio, il Guercino diede prova di una <strong>straordinaria abilit\u00e0 tecnica.<\/strong> Si tratta di affeschi per la cupola e per la zona del presbiterio, da eseguirsi in fretta ed in forte scorcio. Il Guercino, al fine di avere una resa perfetta, si serv\u00ec di numerosissimi <strong>cartoni.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Negli anni successivi \u00e8 attivo fra Cento e Bologna, e la sua tecnica subisce una ulteriore evoluzione verso una ulteriore perfezione, il pittore per\u00f2 alle volte si prende delle <strong>licenze,<\/strong> per esempio inserendo un giovane vestito alla spagnola in una scena mitologica, che vengono osannate da alcuni ma molto criticate da altri.<\/p>\n<p>Nel 1642 era morto <strong>Guido Reni<\/strong> ed il Guercino, trasferitosi a Bologna, si venne a trovare nella felice condizione di poter soddisfare la clientela dell\u2019altro grande collega bolognese. Questo periodo \u00e8 poco apprezzato dagli anti accademici, che vedono in questi dipinti un eccesso di <strong>perfezionismo<\/strong> e una certa rigidit\u00e0. Alla morte del fratello, nel 1649 il Duca Francesco I di Modena lo invit\u00f2 a trascorrere qualche tempo nella Reggia di <strong>Sassuolo,<\/strong> per svagarsi. E\u2019 in questo periodo che nella casa-studio di <strong>Bologna<\/strong> si trasferiscono la sorella Lucia con il cognato, Ercole Gennari, che sostituir\u00e0 Paolo Antonio.<\/p>\n<p>Guercino continuava, comunque, a tener <strong>scuola<\/strong> nel suo studio, e ad insegnare all\u2019Accademia del Nudo fondata dal Conte Ettore Ghisleri. La trasformazione subita dal suo fare, dove poco o nulla entra il Caravaggio, \u00e8 dimostrazione pi\u00f9 eclatante di quella crisi della cultura artistica che port\u00f2, dal 1630 in poi, al cosiddetto <strong>\u201cclassicismo barocco\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi anni di vita la sua attivit\u00e0 sub\u00ec un forte rallentamento, anche a causa di un infarto che lo colp\u00ec nel 1661. Mor\u00ec il 22 Dicembre 1666, il suo biografo, <strong>Calvi,<\/strong> dice del suo destino che <strong>\u201cincontrollo con rassegnata ilarit\u00e0 e tutto a Dio rivolto\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Piacenza<\/strong> ospita, <strong>dal 4 Marzo al 4 Giugno 2017,<\/strong> un\u2019interessante mostra dedicata al pittore centese. Sar\u00e0 possibile salire alla cupola della <strong>Cattedrale<\/strong> ed ammirare da vicino l\u2019opera ad affresco di questo grande artista, inoltre una delle sale di<strong> Palazzo Farnese<\/strong> ospiter\u00e0 una serie di dipinti del <strong>Barbieri,<\/strong> provenienti da collezioni pubbliche e private. Questa mostra fornisce l\u2019occasione per ampliare il discorso sul <strong>Barocco<\/strong> a Piacenza, in quanto la statua equestre di <strong>Alessandro Farnese,<\/strong> del toscano <strong>Francesco Mochi,<\/strong> \u00e8 considerata la prima opera barocca in assoluto.<\/p>\n<p>Le fotografie dell\u2019Autoritratto di Guercino e della pala di Santa Petronilla sono state scaricate da Wikipedia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Visit Piacenza and the exhibition about Guercino, it&rsquo;s a wonderful chance to discover a charming town, a refined painter and much more!<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[26],"tags":[54,1376,1374,1377,1174,422,1375,96,1233,1373],"jetpack_publicize_connections":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9aMKA-1ab","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":4965,"url":"https:\/\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/blog\/a-bologne-les-tours-marchent\/","url_meta":{"origin":4475,"position":0},"title":"A Bologne, les tours &#8230; marchent!","author":"Giulia Marinelli","date":"janvier 20, 2018","format":false,"excerpt":"L'histoire de l'ing\u00e9nieur Aristotele Fioravanti, qui en 1455, \u00e0 Bologna, transf\u00e9ra une tour enti\u00e8re.","rel":"","context":"Dans &quot;Mon Blog&quot;","block_context":{"text":"Mon Blog","link":"https:\/\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/category\/blog\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/BolognaAlto18.jpg?fit=1200%2C900&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/BolognaAlto18.jpg?fit=1200%2C900&ssl=1&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/BolognaAlto18.jpg?fit=1200%2C900&ssl=1&resize=525%2C300 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/BolognaAlto18.jpg?fit=1200%2C900&ssl=1&resize=700%2C400 2x, https:\/\/i0.wp.com\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/BolognaAlto18.jpg?fit=1200%2C900&ssl=1&resize=1050%2C600 3x"},"classes":[]},{"id":1478,"url":"https:\/\/www.giuliamarinelli.it\/fr\/vedette\/manzu-e-marino-alla-fondazione-magnani-rocca\/","url_meta":{"origin":4475,"position":1},"title":"Manz\u00f9 et Marino \u00e0 la Fondazione Magnani Rocca","author":"Giulia Marinelli","date":"novembre 20, 2014","format":false,"excerpt":"La Fondazione Magnani Rocca est un lieu fascinant, o\u00f9 des chefs-d'\u0153uvre de plusieurs styles et depuis plusieurs \u00e9poques saluent les visiteurs dans une atmosph\u00e8re charmante et accueillante. 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