Domani si va a Ferrara, a visitare la splendida mostra che la città dedica al grande pittore metafisico Giorgio De Chirico che trascorse qui, insieme al fratello, Alberto Savinio, gli anni della Grande Guerra.

foto Alberto Rossi

foto Alberto Rossi

Il trasferimento da Parigi a Ferrara, e l’incontro con pittori locali come Carlo Carrà provocò un cambiamento radicale nel giovane Giorgio, e l’autunno inoltrato sarà un elemento in più che ci aiuterà a ricostruire anche passeggiando per le vie di Ferrara, quelle atmosfere sospese e stranianti che De Chirico rappresenta sovente nelle sue opere così personali ed a volte inquietanti. Lo stile personalissimo di De Chirico, che pone continui interrogativi e sonda le profondità dell’animo umano, ha influenzato moltissimi movimenti del Novecento e artisti coevi, e fu esaltato da pittori del calibro di Salvador Dalì e René Magritte.

La mostra ha sede nel bellissimo Palazzo dei Diamanti, un capolavoro di architettura rinascimentale progettato da Biagio Rossetti, architetto al servizio degli Este, che a fine Quattrocento progettò la cosiddetta “Addizione Erculea”, ovvero quella parte di Ferrara che, situata a Nord del Corso della Giovecca, costituisce de facto il primo progetto di urbanistica mai realizzato. Il palazzo fu edificato a partire dal 1493, ed era la residenza del fratello del Duca, il principe Sigismondo d’Este. Esternamente si caratterizza per il bellissimo rivestimento a bugnato, con pietre appuntite quasi fossero diamanti, realizzati con estrema maestria.

Le immagini dei dipinti presenti in questo articolo sono state scaricate dal sito della mostra consultatelo: http://www.palazzodiamanti.it/1439

 

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