Paolo III e i nipoti Alessandro e Ottavio, TizianoIl 29 febbraio è proprio uno strano giorno, che capita soltanto ogni quattro anni. Fra le persone eccezionali nate in questo strano giorno ce n’è una che ha un’importanza fondamentale per Parma: il   “Cardinal gonnella” o “Cardinal fregnese”, come Pasquino chiamava il giovane Alessandro Farnese.

Pasquino, si sa, è una statua posta accanto a Palazzo Breschi a Roma, alla quale nottetempo venivano (tuttora capita) appese le “pasquinate”, satire e feroci critiche al papato ed alla curia.

Il Farnese è sicuramente uno dei personaggi più astuti, influenti ed affascinanti del Cinquecento: un uomo che ha profondamente influenzato la storia; Tiziano ce ne ha lasciato uno stupendo ed eloquente ritratto, dal quale traspare tutta l’intelligenza e l’arguzia di questo Papa, ormai anziano ma ancora estremamente vivace ed arguto.

Dal Duecento la famiglia Farnese era in continua ascesa, per prestigio ed importanza, nell’Italia centrale e raggiunse l’apice proprio grazie ad Alessandro, figlio di Pier Luigi il Vecchio e di Giovannella Caetani.

Giovannella era una discendente di Bonifacio VIII, e portò grande lustro ai più modesti Farnese. Fu lei ad avviare il secondogenito alla carriera ecclesiastica, ma gli abiti talari stavano stretti al giovane Alessandro, che chiese dispensa per poter continuare a vestire panni civili anche da Cardinale. Grazie alla madre trascorse qualche tempo alla corte di Lorenzo il Magnifico, dove conobbe Marsilio Ficino e Pico della Mirandola. Giovannella però non gradiva che il figlio vivesse nel lusso eccessivo e nel vizio, ed a causa dei loro dissapori il giovane Alessandro la fece confinare sull’Isola Bisentina, dalla quale lei fuggì solo grazie ad amicizie influenti.

Trasfigurazione, RaffaelloTornato a Roma, Alessandro fece rapidamente carriera alla corte pontificia, anche grazie alla giovane sorella Giulia, donna bellissima, che godeva dei favori di Papa Alessandro VI, e che fu a più riprese usata come pedina dal fratello per ricattare il Borgia ed ottenere incarichi di prestigio e privilegi.

La bellezza di Giulia è leggendaria, se ne parla a più riprese: gare di bellezza, feste particolari alla corte papale, cortei di dame sequestrati dai francesi e così via. Si pensa che sia stata ritratta da vari pittori, fra i quali Raffaello. Pare infatti che sia lei la donna inginocchiata ai piedi della Trasfigurazione. Giulia era detta “la bella” ed ebbe una figlia, Laura, attribuita al marito, ma il padre era probabilmente il Borgia. La Farnese rimase vedova due volte e morì all’età di 48 anni circa, dieci anni prima che suo fratello salisse al soglio pontificio.

Alessandro Farnese riuscì a farsi eleggere Papa nel 1534 e prese il nome di Paolo III. Figura controversa: grande mecenate, colto, raffinato, abile manovratore, nepotista, amante degli agi e del lusso ma anche strenuo difensore del cattolicesimo, istituì l’Inquisizione romana, concesse l’approvazione alla Compagnia del Gesù ed è il padre della Controriforma. Il Farnese è il committente del Giudizio Universale a Michelangelo e di buona parte degli affreschi di Castel Sant’AngelMichelangelo,_Giudizio_Universale_02o, ma anche colui che aprì il Concilio di Trento.

Paolo III curò molto attentamente gli interessi propri e della propria famiglia, creando, grazie ad un accordo con l’Imperatore Carlo V, il Ducato di Parma e Piacenza. Primo Duca fu Pier Luigi Farnese, figlio primogenito del Papa e personaggio fosco che cadde vittima di una congiura nel 1547. Due anni dopo, il 10 novembre, anche Paolo III morì: aveva ottantun anni e la sua salute era peggiorata improvvisamente dopo una violenta lite con i nipoti Alessandro ed Ottavio, riguardo il Ducato di Parma e Piacenza.

Pregi e difetti convivono in quest’uomo, che è comunque considerato uno dei più grandi Papi del Cinquecento, il solo, forse, fra i suoi contemporanei, che ebbe la capacità di intuire la portata della Riforma.

Alla sua morte Pasquino si espresse in questo modo: Ei fu Paolo Farnese, / che mai nulla donò, che tutto prese. / Fate per lui orazione: / poveretto, morì d’indigestione.

Tutte le immagini inserite nel presente articolo sono tratte da Wikipedia.

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