Questa mostra, curata da Vittorio Sgarbi, è l’occasione giusta per godere di una ricca e completa panoramica sulla pittura bolognese e sugli artisti forestieri attivi nella nostra città dal XIV al XX secolo.
polittico_giottoLe opere sono 180, e sono esposte nella bellissima cornice di Palazzo Fava, dove gli affreschi di Annibale, Agostino e Ludovico Carracci completano e integrano il discorso sull’arte bolognese.

I Carracci furono i fondatori dell’Accademia degli Incamminati, un movimento che ebbe grande importanza a Bologna, e che, a partire dalla fine del Cinquecento, si proponeva di distanziarsi dal tardo Manierismo e di riportare la pittura verso una maggiore naturalezza.
Gli artisti presenti in mostra sono numerosi, per citarne soltanto alcuni bastino i nomi di Cimabue, Giotto, Niccolò dell’Arca, Raffaello, Amico Aspertini, Parmigianino, Ercole de’Roberti, Guido Reni, Donato Creti e Giorgio Morandi. L’escursus copre così sette secoli di storia dell’arte e di pittura, con opere provenienti da musei cittadini e da altre collezioni.

La Santa Cecilia di Raffaello, normalmente esposta alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, è per me un dipinto estremamente affascinante, anche per la sua storia, strettamente legata alla città di Bologna, venite a vederla con me!
La mostra è dedicata al critico e studioso d’arte bolognese Roberto Longhi, ma vuole anche essere un omaggio a Cesare Malvasia, autore di quella Felsina Pittrice pubblicata nel 1678 che è ancora oggi una pietra miliare per lo studio dell’arte bolognese dal Medioevo al Barocco.

Le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà della Pinacoteca Nazionale di Bologna

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