Io sono nata a Modena, e per ogni vero modenese la Ghirlandina è il campanile più bello del mondo.

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L’origine dello strano nome attribuito a questa torre è abbastanza incerta: per molti sarebbe dovuto alle due balaustre, o ghirlande, di marmo che decorano la cuspide ottagonale del campanile; per altri invece sarebbero stati gli ebrei rifugiati dalla Spagna a chiamarla Ghirlandina, perché ricordava loro la torre della Giralda di Siviglia.

Come il nostro Duomo ed il Palazzo Comunale, anche la Ghirlandina fa parte del Patrimonio dell’Unesco dal 1997. E’ un edificio veramente bellissimo, nel quale si distinguono chiaramente due diverse fasi edificatorie: i cinque piani inferiori sono romanici, coevi al Duomo, e furono completati nel 1179 circa; il sesto riprende gli archi a tutto sesto dei livelli inferiori, e fu completato nel 1261. I modenesi avevano infatti chiesto ad Arrigo da Campione di adeguare il loro campanile al gusto gotico ormai diffuso. Quindi è su progetto di questo grande architetto campionesse che furono edificate le parti superiori, con il tamburo ottagonale coronato da una cuspide, terminata nel 1319.

Fin da subito, però, i cedimenti del terreno avevano fatto inclinare la torre verso il Duomo, per questo Arrigo da Campione progettò la cuspide in maniera da correggere la pendenza. Un nuovo cedimento, probabilmente nel 1338, rese necessaria la costruzione dei due archi di sostegno posti fra la Ghirlandina ed il Duomo.

L’altezza della Ghirlandina è di quasi 87 metri, e le decorazioni esterne sono estremamente interessanti:

vi sono cornici marcapiano con archetti ciechi, ed agli angoli inferiori vediamo varie figure di animali tratte dai bestiari medievali, mentre in quelli superiori vi sono varie figure umane, fra le quali quella di una ragazza con un fiore.

Nel 1588, durante una sfarzosa cerimonia, servendosi semplicemente di una scala a pioli, fu portata in cima alla torre la croce che vediamo ancora oggi, saldata ad una sfera dorata contenente un’urna con alcune reliquie di San Geminiano.

L’interno è suggestivo, ed è stato recentemente riaperto dopo la forzata chiusura dovuta al terremoto del 2012.

Si sale da una stretta scala, che ci conduce ad una stanza decorata con affreschi del Quattrocento: la stanza della Secchia Rapita, vanto ed orgoglio dei modenesi. La stanza in passato era probabilmente usata come archivio ed anche come deposito per il tesoro del Comune di Modena.

La secchia oggi custodita nella Ghirlandina è una copia, quella originale si trova ora nel Palazzo Comunale.
Questo semplice oggetto è un trofeo: fu infatti rubata da un gruppo di studenti modenesi vittoriosi durante la Battaglia di Zappolino, contro Bologna, il 15 novembre 1325. I bolognesi cercarono più volte di riscattarla, ma i modenesi non vollero cedere.
La battaglia fra guelfi bolognesi e ghibellini modenesi, fu estremamente importante per il controllo dei territori di Bazzano e Savignano, e fu preceduta da vari saccheggi e incursioni nel modenese da parte dei bolognesi.
Nel Seicento il poeta modenese Alessandro Tassoni scrisse un poema eroicomico sulla Secchia, ridicolizzando un evento che de facto fu estremamente cruento.
A Tassoni è dedicato il monumento nella Piazza della Torre.

Pochi gradini più in su si arriva alla scala che, con circa duecento gradini, salendo lungo i muri perimetrali, porta fino alla Stanza dei Torresani. Queste figure, presenti a Modena fin dal Trecento, erano dei guardiani: avevano il compito di sorvegliare la città, vegliando sulla sua sicurezza e controllando l’apertura e la chiusura delle porte cittadine. In questa stanza sono presenti due capitelli decorati: uno con due giudici, uno onesto ed uno corrotto, e un altro con David che suona l’arpicordo. Vi è poi un affresco, originariamente forse del XVI sec, ridipinto nell’Ottocento, rappresentante lo stemma del Comune di Modena sormontato dall’aquila Estense.

Salendo ancora si arriva alla cella campanaria. La presenza delle campane nella Ghirlandina è documentata sin dagli inizi del sec. XIII. Con l’aggiunta del sesto piano, nel 1261, la cella campanaria fu trasferita qui. Fra i compiti dei torresani vi era anche quello di suonare le campane, per scandire le ore, per segnalare situazioni di pericolo o per segnalare particolari feste o tornei.

Il concerto attualmente è composto di cinque strumenti:
il Campanone (kg 2085), Do naturale, 1636
la campana di S. Omobono (kg 1575) Do diesis, 1636, rifusione di una campana del 1306
la campana piccola (kg 47) Sol diesis è del 1660
la quarta (kg 739,7) Fa naturale, e la quinta campana (kg 424,2) La bemolle, sono del 1989
nel 1989 fu rimossa dal concerto la campana del 1350 (kg 520) Sol naturale, ora esposta lungo il percorso.

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